Assapora

    Abbardente

  • Il borgo di Santu Lussurgiu è rinomato per la produzione di acquavite di vino, cioè il prodotto originato dalla distillazione del vino.

    L’acquavite lussurgese o abbardente, come viene definita nell’Isola, si differenzia dalla grappa (talvolta si usano indistintamente l’uno e l’altro termine per indicare la stessa bevanda) perché questa è acquavite di vinacce mentre quella di Santu lussurgiu e di tutto il Montiferru, per tradizione secolare, è acquavite di vino.

    CENNI STORICI

    Secondo il gergo clandestino viene persino definita Filu ‘e ferru (letteralmente fil di ferro). Il nome richiama la pratica in uso presso i distillatori sardi della seconda metà dell’Ottocento (all’indomani della Legge Sella del 1874 che vietò la libera distillazione casalinga a scopi commerciali), che avevano la neccessità di nascondere la distillazione del liquore alle autorità del regno e per evitare la confisca le bottiglie di acquavite venivano interrate con un filo di ferro che sbucava dal fondo del terreno in modo da poter localizzare il prodotto clandestino in un secondo tempo.
    Tale pratica seppur diffusa in tutta la Sardegna, era poco consueta a Santu Lussurgiu. L‘arte paziente della distillazione era spesso affidata alle donne ed erano quest’ultime che si preoccupavano di nascondere l’acquavite e secondo alcune ricerche pare che i tipici nascondigli erano ricavati nelle antiche abitazioni lussurgesi ed erano bottole sotterranee, intercapedini nei muri portanti, mobili a doppio fondo e buche scavate negli orti principali.

    A Santu Lussurgiu esiste una piccola distilleria con un moderno impianto di distillazione discontinuo a bagnomaria che produce 2 tipi di acquavite:
    - Abbardente che può essere secca o aromatizzata al finocchietto selvatico
    - Abbardente barricata con la conservazione e invecchiamento in botti di legno di rovere

    Inoltre i pochi viticoltori rimasti che con passione e impegno lavorano le proprie vigne, continuano l’arte della distillazione con alambicchi artigianali producendo un ottimo distillato che può raggiungere anche i 50°. È prassi comune aromatizzarla con finocchietto selvatico (matta filuga) o anice.

    Per approfondimenti: Santu Lussurgiu. Dalle origini alla "Grande guerra" (II vol.)