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    Le antiche origini di Santu Lussurgiu

  • CENNI ARCHEOLOGICI

    La presenza dell'uomo sul territorio di Santu Lussurgiu ha origini molto antiche, databili addirittura al Neolitico, come testimoniano resti di tombe dei giganti, nuraghi e domus de janas (tombe scavate nella roccia) situati nelle campagne circostanti. Il territorio lussurgese vede anche il passaggio dei romani, strenuamente contrastati e infine cacciati da Amsicora, comandante dei Sardi Pelliti.

    CENNI STORICI

    Ma è intorno all'anno mille che si può iniziare a parlare di una vera e propria nascita del paese e della sua storia. Stando alle testimonianze storiche, è attorno alle falde del massiccio vulcanico del Montiferru che si costituisce un primo piccolo nucleo abitativo: in parte per la presenza di sorgenti d'acqua, e in parte per la vicinanza di una chiesa dedicata a San Lussorio, martire venerato dai sardi dell'epoca, il cui altare fu consacrato nel 1185 dal vescovo di Bosa Dionisio Regneri. Ancora oggi il centro storico, con viottoli stretti in acciottolato di basalto, antiche arcate e portici in pietra, mostra chiare testimonianze dell'epoca medievale.

    Tuttavia l'arrivo, proprio in quegli anni (1473), dei Frati Minori Osservanti, determina un'importante svolta per il paese: la costruzione del convento e della Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Furono questi i primi passi di un Comune destinato a diventare ben presto un fiorente centro economico, sociale e culturale.

    I dolci paesaggi del territorio lussurgese e le fresche acque di sorgente, fanno del borgo una meta ambita di nobili e letterati del tempo, strenui sostenitori, fra l'altro, degli ideali utopistici francesi. È in questo clima rivoluzionario, che i moti antifeudali (1796 - 1803) vedono Santu Lussurgiu schierato in prima linea al fianco di Giovanni Maria Angioy contro il Regno Sardo Piemontese. Nel XIX secolo il paese si conferma prospero centro culturale dell'oristanese, mentre la popolazione raggiunge i seimila abitanti.

    Solo dopo la seconda guerra mondiale, Santu Lussurgiu vede dimezzata la sua popolazione per le forti ondate migratorie verso altre regioni d'Italia e all'estero. Grazie ai cospicui lasciti di Pietro Paolo Carta e Giovanni Andrea Meloni, a Santu Lussurgiu viene fondata, a metà del secolo, una scuola di latinità e retorica. Gestita prima dagli Scolopi e, successivamente, dai Salesiani, che annovera fra i suoi allievi alcuni tra i più illustri nomi della storia sarda e italiana, come Antonio Gramsci.